(Tribuna di Treviso, settembre 2017)

 


 

(Corriere della Sera, inserto del Veneto, settembre 2017)

 


 

Al “Biscione” di San Paolo è aperta la mostra “Affinità nelle lontananze”

È il terzo degli eventi espositivi proposti dall’Associazione Quartiere San Paolo con la collaborazione del Gruppo Anziani Treviso, l’Associazione “I Care”, le cooperative “La Esse” e “Solidarietà”, la Fondazione Feder-Piazza e l’Associazione “3VISO3“

I locali dell’ex panificio del “Biscione” – il lungo condominio del quartiere San Paolo (area nord ovest della città, dall’Appiani al confine con Castagnole) in Viale Francia 12 – concessi in comodato dalla proprietaria e adattati su progetto dell’architetto Alberto Buso, sono ora sede della Galleria d’arte contemporanea SANPAOLO#arte. Da sabato 22 aprile e fino a domenica 28 maggio è aperta la mostra “Affinità nelle lontananze”, curata dalla storica dell’arte Elsa Dezuanni e patrocinata dalla Regione Veneto e dal Comune di Treviso.

Caratteristica principale del popoloso quartiere (4.000 e più i residenti) è la multietnicità: a essa s’ispirano sia il titolo della mostra, inteso quale invito alla convivenza tra persone di nazionalità, culture e religioni differenti, sia le tipologie delle opere esposte, i cui autori sono la pittrice Brigitte Brand (tedesca di nascita e formazione, ma da decenni dapprima veneziana e poi, definitivamente, trevigiana) e Satyam (nome d’arte di Umberto Bidinotto, trevigiano, filosofo, psicologo e trainer olistico).

La Brand si presenta con cinque grandi tele che riproducono i monumentali interni ed esterni di antichi templi e monasteri indiani e armeni scavati nella roccia, e alcuni disegni acquarellati tratti dai suoi quaderni di viaggi, fitti di dettagli e scorci prospettici di città e paesaggi, eseguiti con una mentalità e un occhio da cartografo: esito, gli uni e gli altri, di frequentazioni ripetute nel corso di decenni. Dall’insieme di tali opere traspaiono la volontà e l’attitudine dell’artista a entrare in sintonia con i luoghi e gli ambienti da lei esplorati. Ad accrescere psicologicamente la veridicità della visione ci sono, incollati sulle tele, le pagine di giornale delle località visitate, la cui stampa filtra tra i decisi tratti neri e le pennellate prevalentemente monocrome dei soggetti dipinti.

I lavori tridimensionali di Satyam sono originati da esperienze maturate studiando in India, costruiti con il proposito di evidenziare profonde analogie concettuali tra le diverse religioni, aggregando oggetti di varia natura. Due “altarini da viaggio”, ricavati da valigette di legno, hanno nei rispettivi coperchi i ritratti del San Francesco d’Assisi (nella versione di Cimabue) e del guru indiano Ràmana Maharshi, mentre nei contenitori compaiono oggetti-simbolo del loro vissuto. Ebbene, pur essendo esistiti a sette secoli di distanza, il santo e il mistico esprimono sentimenti di fratellanza del tutto simili. Una specie di altarino architettonico-letterario è un’altra opera, bianca, su cui spicca un “TAU”, simbolo francescano della Croce, dove un passo del Cantico delle Creature di San Francesco si incrocia con i caratteri arabi di un verso del teologo e poeta persiano Jalad al-Din Rumi: il divino espresso attraverso la poesia da due mistici affini, dunque, nella lontananza.

La mostra rientra nel percorso Treviso Art Map, che collega gli eventi dei Musei civici locali, della Fondazione Benetton Studi e Ricerche, delle Gallerie L’Elefante, TRA-Treviso Arte, SP3 e Spazio Paraggi. Aperta al pubblico fino al 28 maggio, è visitabile nei giorni di sabato, domenica e festivi, con orario 10-13 e 17-20. Info: tel. 328 2926591 sanpaolotv@libero.it

(www.trevisotoday.it , 8 maggio 2017)